La conoscenza che l’uomo ha del cioccolato affonda le sue radici in tempi molto antichi. Già tremila anni fa una popolazione del Messico meridionale, gli Olmechi, miscelavano i semi di cacao con spezie, acqua e farina di grano turco dando origine ad una bevanda che chiamavano chocolatl. L’arrivo, poi, del cioccolato nel “vecchio continente” rappresento una rivoluzione che continua ancora oggi.

Una delle particolarità, che ha reso il cioccolato l’alimento dolce più amato, conosciuto e utilizzato al mondo (zucchero e suoi derivati a parte), è la sua “scioglievolezza”. Il merito di questa caratteristica è dovuto al burro di cacao che costituisce più del 55% del seme, cioè quel mix di grassi saturi che raggiunge la sua temperatura di fusione a, circa, 35 gradi, cioè alla temperatura presente nella nostra bocca.

Le ricerche scientifiche che hanno avuto per oggetto il cioccolato sono numerosissime, e tutte fanno a gara per individuare i pregi ed i difetti di questo alimento che, se non contaminato chimicamente a livello industriale, è tra gli alimenti energizzanti più sani che esistono.

Nel gioco d’alternanza fra vizzi e virtù sono sicuramente quest’ultime a prevalere, infatti è appurato che migliori l’umore, abbia proprietà modulanti per l’attività cerebrale grazie al suo contenuto di serotonina, stimola il rilascio di endorfina attraverso l’azione della feniletilammina, un suo componente, ed ancora aiuta la circolazione con la sua azione vasodilatatrice oltre ad essere ricco di proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti.

Nel bel paese il consumo maggiore, che corrisponde anche al picco delle vendite, è concentrato nei periodi coincidenti con le festività del Natale, di San Valentino ed a Pasqua che, peraltro, è il momento principe del consumo di cioccolato.

A livello mondiale le vendite del 2014 hanno raggiunto il record di 7,3 milioni di tonnellate, mentre in Europa il consumo medio annuo per abitante è stato stimato in 2,5 kg.

Concludendo, il cioccolato, quel vizio irresistibile per molti di noi, se assunto nelle giuste quantità può essere, sicuramente, considerato uno degli ingredienti costituenti “dell’elisir di lunga vita”.