Una tradizione italiana più amata dello champagne

Il prosecco è uno di quei prodotti di punta della nostra produzione enogastronomica e della nostra cucina per i quali siamo famosi ovunque, al punto che ha superato in anni recenti lo champagne per numero di bottiglie vendute nel mondo e si trova al primo posto nelle esportazioni per la sua categoria. In effetti, il vino prosecco italiano ricorda un pochino le bollicine francesi e come lo champagne è tenuto – giustamente – in altissima considerazione. Infatti, per garantirne e certificarne qualità e origine gli è stato in un primo tempo attribuito il marchio IGT (Indicazione Geografica Tipica), ottenendo dal 2009 la certificazione DOC; inoltre, il Prosecco di ConeglianoValdobbiadene e il Colli AsolaniProsecco sono contraddistinti dal marchio DOCG (Denominazione di Origi ne Certificata e Garantita). Questo particolare vino bianco è prodotto esclusivamente in Friuli-Venezia Giulia e Veneto; il primo osservatore a lasciare nel 1593 un commento scritto sulla sua bontà fu un esploratore inglese, che lo chiamò “Prosecho”; questo vino però era già apprezzato da almeno un altro secolo e vantato come l’erede ideale del pucino amato da Plinio.

Caratteristiche e impieghi in cucina

Il prosecco è un vino italiano con una gradazione alcoolica minima di 9%, 10,50% o 11% secondo la varietà (normale, frizzante o spumante). Si ottiene esclusivamente da uve bianche, di cui almeno l’85% devono essere del vitigno Glera – il componente caratterizzante – e a cui si possono fra le altre aggiungere ad esempio uve Chardonnay e Pinot. Di colore paglierino, profuma di vino e di frutta; il sapore fresco del prosecco italiano in cucina si accompagna benissimo a piatti dal gusto non molto deciso a base di pesce e crostacei, con gli snacks da aperitivo e in generale con quei piatti di cui contrasta gradevolmente la pastosità o un’alta componente di sale. Si può infatti anche consumare insieme a dolci non molto ricchi di zucchero ma dall’impasto piuttos to consistente, come un plumcake ricco di canditi o una torta sostanziosa. Un bicchiere di prosecco italiano – vino che dovrebbe essere consumato fresco – e una fetta di melone possono essere un aperitivo leggero e rinfrescante, ideale per una cena estiva o anche per offrire un pranzo a buffet.

Il prosecco italiano in cucina e nei cocktail

Negli aperitivi e per l’happy hour, il prosecco è un vino italiano fra i più utilizzati anche all’estero ed entra nella composizione di alcuni classici diffusi ovunque, come il cocktail Bellini a base di vino frizzante, succo e polpa frullata di pesca, leggero e dal gusto rinfrescante. C’è anche la variante chiamata Rossini, a cui le fragole usate al posto delle pesche danno un colore deciso, oppure il Mimosa – con succo di arancebionde. Probabilmente però l’aperitivo italiano più consumato preparato con questo vino è lo Spritz, dal colore ricco di sfumature arancioni perché oltre al prosecco contiene quasi altrettanto Aperol – da mettere nel bicchiere solo dopo averci versato il vino – e un po’ di soda, e si serve con una fetta d’arancia. Nei paesi e nelle aree italiane d i lingua tedesca è inoltre piuttosto diffuso un cocktail chiamato Hugo, in cui al prosecco si aggiungono dello sciroppo di fiori di sambuco e della menta. In generale, l’accostamento di questo vino è particolarmente riuscito con salse e condimenti a base di acciughe. Quando poi si passa a dei piatti veri e propri, il suo corpo discreto con aroma fresco e leggermente fruttato è molto adatto nei risotti di pesce o crostacei, e con quelli preparati con formaggi dal gusto deciso come il taleggio o dal sapore affumicato come la provola. Anche se possiede una personalità diversa da quella dello champagne, si può comunque sostituire quest’ultimo con del prosecco italiano come vino con cui cucinare il classico, elegante risotto con le fragole.

Curiosità

Le osterie alla buona di un tempo sparse in tutta Italia non esistono più; in Veneto però è intoccabile (e deliziosa) l’abitudine tardo-pomeridiana di consumare nei “bàcari” (minuscoli locali tradizionali di nuovo molto apprezzati) un ‘”ombra” – un calice di vino – e di mangiare qualche “cicheto“, cioè fritti di pesce e altri snacks fra cui le “sarde in saor” (con condimento agrodolce), che il prosecco accompagna alla perfezione.”