Molto spesso l’alimentazione vegana viene demonizzata per assenza di questa o di quella vitamina, ma ci sono dei casi in cui è davvero difficile raggiungere il fabbisogno necessario o si tratta di allarmismi? Ovviamente la prima cosa da valutare è la salute generale del soggetto, quindi se parliamo di un soggetto sano, non anziano o non bambino, il problema non dovrebbe sussistere. Nel caso di anziani o bambini, invece, bisognerebbe avere una maggiore attenzione ai cibi che si si introducono nella propria dieta, soprattutto nei primi mesi di vita laddove il problema di un’alimentazione vegana o meno non si pone se i bambini vengono naturalmente alimentati col latte materno che non entra in conflitto con nessuna base etica delle diete vegan.

La vitamina d va integrata nella dieta vegana?

Se il discorso per alcune vitamine, soprattutto quelle del gruppo B, può generare controversie, non dovrebbe farlo assolutamente quello che è l’apporto della vitamina D che si tratti di una dieta vegetariana, vegana o onnivora. La vitamina in questione, infatti, non necessariamente deve essere assunta tramite gli alimenti, bensì per lo più viene prodotta dal nostro organismo in particolari condizioni. 

Se ci si espone ai raggi UV per un tempo congruo, quindi almeno 20-30 minuti al giorno, non si dovrebbe avere carenza di vitamina d nemmeno se non viene integrata con la dieta. Ci sono in ogni caso diversi alimenti che la contengono e che non sono di origine animale, per cui possono essere tranquillamente consumati anche da chi segue un’alimentazione vegan. Tra questi, per esempio, i funghi Shiitake, fave, prezzemolo, semi e olio di girasole, cereali integrali. 

Una buona abitudine è quella di assumere questi alimenti assieme a una spremuta di agrumi in modo da assimilare di più e meglio la vitamina d.

I cibi fortificati

Esistono poi diversi alimenti chiamati fortificati e cioè ai quali viene aggiunta la vitamina d, come per esempio alcuni cereali per la prima colazione o latte di soia o riso con aggiunta di vitamina d, ma in questo caso bisogna verificare che non vi siano eccipienti di origine animale. 

Resta comunque la regola generale, che prescinde dal tipo di alimentazione, di esporsi al sole evitando, ovviamente, le ore più calde durante la bella stagione, ed esponendosi, caso mai si abbia una carnagione molto chiara, con la dovuta protezione (ne esistono diverse totalmente naturali e cruelty free). Se si dovesse sospettare un calo di vitamina D ci si deve rivolgere al proprio medico, verranno fatte ulteriori indagini e se necessari, prescritti degli integratori.