Tutti coloro che si sono avvicinati al mondo del barbecue da un pò di tempo, sanno bene che in commercio oggi è possibile trovare diversi tipi di combustibile, per i propri barbecue a carbonella.

Infatti sentiamo sempre più spesso parlare dei bricchetti, che vengono differenziati dal carbone tradizionale. Ma quali sono le differenze che contraddistinguono questo combustibile e che delle volte lo fanno preferire al carbone
tradizionale? Scopriamole insieme.

Il bricchetto nasce dalla necessità di avere un combustibile più performante rispetto al classico carbone, in quanto con l’avvento dei barbecue kettle sul mercato, si ha la necessità di avere del combustibile che duri più a lungo in modo tale da poter effettuare cotture indirette, senza avere il pensiero di dover ricaricare ogni 30/40 minuti il barbecue.

Ecco nascere allora il bricchetto, delle veri e propri mattoni di carbone che hanno la capacità di mantenere la combustione ideale per più di 3 ore. Sono realizzati con carbone tradizionale, che viene macinato e pressato in degli stampi ad alte atmosfere, nella miscela viene aggiunto dell’amido di mais per renderle compatte. Questo permette al bricchetto di avere una combustione lunghissima.

Un problema che però si può può presentare è l’accensione. Se da un lato dura di più dall’altro dovete sapere che il bricchetto di carbone tende ad avere tempi di accensione più lunghi.

Niente paura, le aziende vi corrono in aiuto con la ciminiera di accensione. Si tratta di un cilindro forato, il cui interno va riempito di bricchetti, dopo di che si andranno a posizionare 2 pastiglie di accendi fuoco ecologico sopra la griglia focolare del barbecue, si accenderanno e sopra di esse vi si poggerà la ciminiera.

Tempo 20 minuti, senza soffiare e senza imprecare, i bricchetti saranno accesi, li vuoterete all’interno del vostro barbecue a carbone, posizionerete la griglia focolare e potrete gustarvi 3 ore di grigliata senza preoccupazioni.

Si capisce che il bricchetto è acceso quando forma una patina grigia di cenere, al contrario del carbone tradizionale che diventa rosso, vi sconsigliamo quindi di cucinare se vedete il bricchetto ancora nero.

Per determinare la temperatura di cottura vanno aggiunti o tolti bricchetti a seconda della quantità e della qualità che dovete cucinare. In molti barbecue è anche possibile cucinare pizza, e allora il nostro consiglio è quello di mischiare bricchetti e carbonella insieme, in quanto il bricchetto vi assicurerà la durata mentre la carbonella vi farà schizzare alle stelle la temperatura.

Se il bricchetto viene utilizzato anche per grigliare e non solo per cotture indirette, dovete sapere che a meno che la vostra grigliata non sia durata 3 ore, potete spegnerlo, chiudendo il coperchio del barbecue e le valvole di areazione, e la volta dopo riaccenderlo sempre usando la ciminiera.

Insomma una vera e propria rivoluzione in materia di carbonella, una rivoluzione necessaria, data l’evoluzione che sta vivendo il barbecue a carbonella, e l’evoluzione che coinvolge anche il griller che si cimenta sempre più in cotture complesse, come affumicatura, LOW & SLOW e cotture indirette.

Sporca molto meno rispetto la tradizionale carbonella, dura di più e fa anche meno fumo. Una delle aziende che sta facendo del bricchetto il suo cavallo di battaglia è la Weber, che nel 2016 sostiene di aver creato il bricchetto perfetto, miscelando i componenti in maniera maniacale, ottenendo durate altissime, poco fumo e molto calore.