Aprile 14, 2021

Il monitoraggio delle cellule somatiche nel latte crudo

Il monitoraggio delle cellule somatiche nel latte crudo può essere effettuato individualmente in ogni vacca o campionando il latte dal serbatoio in cui questo viene versato. La differenza tra i due casi è che nel primo si può conoscere lo stato di salute di un determinato animale, mentre nel secondo caso si possono ricavare solo informazioni sullo stato di salute medio di un intero gruppo.

Questi controlli consentono di conoscere il livello di infezione eventualmente presente nella mandria, così da poter applicare misure preventive per porre rimedio. Il livello delle cellule somatiche normale è di 200.000 cellule / ml di latte da un campione che proviene dal serbatoio, limite al di sopra del quale di questo numero è considerato anormale ed è indicativo di un’infezione presente nell’allevamento.

Una mandria con un livello inferiore a 200.000 cellule / ml è una mandria in salute, mentre una con un numero ad esempio che va anche oltre le 500.000 cellule / ml avrà un problema non indifferente, perché questo dato significa che probabilmente il 50% del bestiame in produzione soffre di mastite subclinica, con conseguente considerevole aumento delle perdite economiche Tuttavia, la conta delle cellule non è necessariamente correlata al numero di casi clinici, poiché il problema potrebbe essere dovuto ad un alto livello di mastite ambientale che avrà un impatto sulla conta delle cellule.

Nelle mandrie in cui si va ad intervenire per arginare il problema, due o tre serie di risultati nuovamente entro i limiti possono indicare che il problema è scomparso. In alcuni casi in realtà, può accadere semplicemente che la mucca o le mucche ritenute responsabili del problema siano state vendute.

Lo scopo dell’analisi del latte nel serbatoio è quella di rilevare, mediante diverse tecniche, la presenza di gruppi batterici che provengono da varie fonti, oltre a determinare il livello di infezione del branco. Ciò consente di correggere le pratiche di gestione per controllare la contaminazione batterica e implementare le misure di controllo della mastite più appropriate, secondo l’organismo patogeno prevalente. Dal punto di vista sanitario, vengono utilizzati due test:

  • Conteggio delle cellule somatiche: essa indica sia il livello di mastite nella mandria, sia la qualità del latte prodotto. Mentre un elevato numero di cellule somatiche è indicativo di un elevato numero di mucche infette all’interno della stessa mandria, non è possibile determinare da questo test quante mucche siano infette e quali agenti patogeni della mastite prevalgono nella mandria.
  • Coltura di agar sangue: questa tecnica è utilizzata per rilevare gli agenti patogeni della mastite. Sia lo Staphylococcus aureus che lo Streptococcus agalactiae provengono dalla ghiandola e non sono il risultato di contaminazione esterna. Altri agenti patogeni, come gli streptococchi ambientali (considerati genericamente come Streptococcus no agalactiae) possono provenire sia dalla ghiandola mammaria che dalla contaminazione esterna.

Per effettuare questo tipo di analisi, oggi esistono in commercio strumenti perfettamente in grado di facilitare il lavoro degli operatori del settore e restituire in tempo reale dati molto precisi sulla qualità del latte. Tra questi vi sono BactoCount IBC e BactoCount IBCm, strumenti avanzati tecnologicamente e prodotti da Bentley Instruments, contatori di batteri e cellule somatiche che sfruttano la citometria a flusso per determinare in maniera rapida e affidabile la contaminazione del latte crudo.

A breve termine, se i conteggi delle cellule della mandria sono molto elevati, possono essere ridotti solo mediante l’inevitabile rimozione selettiva degli animali responsabili dell’aumento. Tuttavia, a lungo andare, è improbabile che il problema di base della mastite sia risolto se non vi sono risultati concreti nel breve termine.

In generale, si raccomanda di effettuare almeno un’analisi al mese per monitorare le misure igieniche e di prevenzione della mastite eventualmente presente nello stabilimento. In alcuni casi può essere necessario raccogliere campioni per due o tre giorni consecutivi, poiché alcuni agenti patogeni che causano la mastite presentano variazioni giornaliere.

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