Tradizione toscana e filiera globale per garantire qualità, freschezza e sostenibilità in oltre 3.000 referenze
Il pesce surgelato non è più una scelta di ripiego: è sempre più apprezzato dai consumatori europei e italiani per la sua qualità, sicurezza e versatilità. I dati parlano chiaro: nel 2024 l’UE ha consumato circa 3,3 milioni di tonnellate di prodotto (+5,5% rispetto al 2023), mentre in Italia le vendite retail hanno toccato quota 95.955 tonnellate, segnando un +3,9% sull’anno precedente.
In questo scenario, Panapesca, azienda toscana nata nel 1972 a Massa e Cozzile (PT), si distingue come punto di riferimento con un assortimento di oltre 3.000 referenze di alta qualità. La filiera parte dalla selezione del pescato, prosegue con la lavorazione in stabilimenti propri in Italia, Francia, Marocco e Thailandia, e arriva fino alla distribuzione, sia a marchio Panapesca che per la Private Label.
La gamma è un viaggio nei mari del mondo: gamberi argentini pescati in Patagonia e surgelati poche ore dopo la cattura, vongole del Pacifico da allevamenti certificati ASC o Friends of the Sea, polpo del Mediterraneo lavorato nello stabilimento marocchino di Nador, filetti di branzino, San Pietro, pesce spada, salmone selvaggio MSC, oltre a cefalopodi, molluschi e piatti pronti come paella e burger di tonno. Ogni prodotto è garantito da certificazioni internazionali come MSC, ASC, Friends of the Sea e Global GAP.
La freschezza è assicurata non solo dalla tecnologia di surgelazione rapida, ma anche da una rete logistica capillare che serve ristorazione, ingrosso e modern trade, fino ai 26 punti vendita diretti Bottega Marinara, Sfizi e Delizie del Mare.
Ma Panapesca guarda oltre il gusto: la sostenibilità è parte integrante della sua identità. Nel 2025 ha aderito a Fishing for Litter, progetto di Ogyre che coinvolge pescatori locali nella raccolta di rifiuti marini. In pochi mesi, la flotta sostenuta dall’azienda ha recuperato oltre 651 kg di plastica dai mari.
“Il nostro obiettivo è selezionare il meglio del mare e renderlo accessibile attraverso un sistema produttivo responsabile, trasparente ed evoluto”, spiega l’AD Giovanni Sabino.
Con un fatturato di 148 milioni di euro nel 2024 e un posizionamento solido sul mercato internazionale, Panapesca dimostra che il pesce surgelato può essere sinonimo di eccellenza, rispetto per l’ambiente e piacere gastronomico.
